Le sise delle Monache

Updated: Sep 9, 2020


Ecco cosa si assapora quando si va a Guardiagrele, le sise delle monache. Rigorosamente alla pasticceria Emo Lullo, che dal 1889 produce queste prelibatezze.

Sono dei dolcetti composti da due strati di pan di spagna, farciti da crema pasticcera, con la forma di tre pretuberanze. Leggenda narra che il nome derivi dal fare di alcune suore che inserivano una protuberanza al centro del petto per non far risaltare il seno. In realtà si farebbe più riferimento ai nostri tre massicci montuosi, Gran Sasso, Majella e Sirente-Velino.




Ma questo comune abruzzese non è famoso solo per i dolci, diede ad esempio i natali al famoso poeta dialettale Modesto Dalla Porta ed ospita tutti gli anni dal 1° al 20 agosto la mostra dell'artigianato artistico abruzzese.

Fu il primo luogo dove iniziò la produzione delle "presentosa", il tipico gioiello femminile abruzzese. E' proprio l'artigianato che vanta un'antica tradizione a Guardiagrele, ci sono infatti botteghe di mastri ferrai, grandi scultori del ferro battuto, rame ed anche metalli preziosi.

E per la sua bellezza fa parte della comunità dei borghi più belli d'Italia.


La cittadina fa parte del parco nazionale della Majella e si trova in prossimità della località sciistica di Passolancian—Majelletta. Da Bocca di Valle partono inoltre numerosi sentieri per la montagna, di cui il più noto conduce alla cascata di San Giovanni. Luoghi che attraggono molti visitatori per il naturale senso di pace che si avverte percorrendo dette vie.


La città di Guardiagrele è stata anche scelta da Gabriele d'Annunzio come prima ambientazione abruzzese del suo romanzo Il trionfo della morte (1894) che così scriveva:


«Guardiagrele, la città di pietra, risplendeva al sereno di maggio. Un vento fresco agitava le erbe su le grondaie. Santa Maria Maggiore aveva per tutte le fenditure, dalla base al fastigio, certe pianticelle delicate, fiorite di fiori violetti, innumerevoli cosicché l'antichissimo Duomo sorgeva nell'aria cerulea tutto coperto di fiori marmorei e di fiori vivi.»


E' quasi doveroso quindi, dedicare una bella passeggiata in questo borgo per gustare storia sia con gli occhi che col palato.










Here is what you get to taste when you visit Guardiagrele, the " Sise delle Monavhe" ( the breast of the nuns). Strictly from the Emo Lullo pastry shop that have been producing these delicacies since 1889.


They are sweets composed of two layers of sponge cake, filled with custard, with the shape of three pretuberances. Legend has it that the name derives from the making of some nuns who inserted a protuberance in the center of the chest so as not to make the breasts stand out. In reality, more reference would be made to our three mountain massifs, Gran Sasso, Majella and Sirente-Velino.


But this Abruzzo town is not only famous for sweets, for example, it was the birthplace of the famous dialectal poet Modesto Dalla Porta and hosts the Abruzzo artistic handicraft exhibition every year from 1st to 20th August.


It was the first place where the production of "presentosa", the typical Abruzzo women's jewel, began. It is precisely the craftsmanship that boasts an ancient tradition in Guardiagrele, there are in fact workshops of master ironworkers, great sculptors of wrought iron, copper and even precious metals.

And for its beauty it is part of the community of the most beautiful villages in Italy.


The town is part of the Majella National Park and is located near the ski resort of Passolanciano - Majelletta. From Bocca di Valle you will also find numerous paths to the mountains, the best known of which leads to the San Giovanni waterfall. Places that attract many visitors for the natural sense of peace that is felt along these streets.


The city of Guardiagrele was also chosen by Gabriele d'Annunzio as the first Abruzzo setting for his novel The Triumph of Death (1894) which he wrote:


“Guardiagrele, the city of stone, shone in the clear of May. A cool wind stirred the herbs on the eaves. Santa Maria Maggiore had for all the cracks, from the base to the pediment, certain delicate little plants, blooming with violet flowers, so that the ancient Cathedral rose in the cerulean air all covered with marble and living flowers. »


It is therefore almost a duty to take a nice walk in this village to enjoy history both with the eyes and with the palate.